fragili espedienti

Prologo

Il “vecchio” (in senso generico) uomo bianco è (ancora) da ritenere un ottimo target economico? Come s’usa dire spesso la risposta è nella domanda stessa.

L’atomizzazione della società attraverso una sorta di “dittatura delle identità intime” (Dubreuil) è probabilmente quel passo strategico fatto per indebolire lo “status popolare tradizionale compatto” ed evitare ogni sua eventuale richiesta di rivendicazioni sul piano economico. Tutto si regge su un meccanismo sociale “costretto” a fragili espedienti. Il classico dividere per imperare: precarietà che la crisi pandemica ha evidenziato in modo inconfutabile.

Per tentare di camuffare alle masse le inevitabili ineguaglianze che andranno comunque a infoltire il popolo degli esclusi, si promette “la crescita” (l’identificazione del consumo di beni con la “libertà”) in contrapposizione a una “illiberale decrescita” (teoria della misura), così da dover considerare quest’ultima come la condanna alla definitiva esclusione delle frange deboli. Un’efficace promessa …azzardata. Fine della premessa.

Ed eccoci “al vecchio maschio bianco” sulla via di diventare minoranza soprattutto sul piano dei consumi: ovvero-destinato-a-perdere-il-primato-di-target-consumistico. In questa corsa contro la dichiarata decrescita “bianca” stanziale, i mercati si orientano verso una gioventù multiculturale mondializzata (vari i progetti Next Generation ) che si prevede possa conseguire il primato anche demografico: quindi “prezioso” target dei consumi futuri.

Tale riposizionamento economico esclude (ha sempre escluso) il dover correre in soccorso di chi non è più rilevante da un punto di vista mercantile. Il birraio di Adam Smith ha (comunque) bisogno di …bevitori. Basterebbe osservare gli spot pubblicitari esotizzanti, così come le gerarchie nei motori di ricerca che assegnano (parrebbe) ai contenuti (anche) della storia dell’arte europea una forte presenza …extra europea. (Murray). Prodromi di un auspicato coinvolgimento di quel nuovo “humus” culturale con valore …economico.

Viene così a crearsi una formidabile alleanza tra mercantilismo economico e progressismo intellettuale (liberalismo economico (mercato: destra) / liberalismo culturale (multiculturalità: sinistra) dove “l’identità/uomo/ bianco/insider” è esposta all’accelerazione di un processo sostitutivo così da poter affermare (anche culturalmente) una categoria (ora) outsider prevista tuttavia come nuova frontiera dei consumi: quindi i futuri insider.

Ecco servita quindi la critica anche storica che partecipa alla demolizione della cosiddetta “supremazia culturale” attuale e che mette all’indice quello “spaventoso passato” fatto di sangue, miseria, fame, sudore e di popoli schiavizzati, (“risultato della supremazia bianca”) quindi da superare immediatamente con un “meraviglioso futuro” vaticinato da un liberalismo culturale (multiculturalità mondializzata: sinistra) sorretto dalla “crescita” e da un consolidamento del liberalismo economico (mercato: destra) verso una necessaria redenzione espiatrice.

That’s the way!

Thus a formidable alliance is created between economic mercantilism and intellectual progressivism (economic liberalism (market: right) / cultural liberalism (multiculturalism: left) where “the identity / man / white / insider” is exposed to the acceleration of a substitute process so as to be able to affirm (also culturally) a (now) outsider category envisaged however as a new frontier of consumption: hence future insiders.